Half Empty/Half Full - Food Culture Ritual

Jack Sal. Half Empty/Half Full – Food Culture Ritual
Curated by  Manuela De Leonardis
Produced by Agostino Branca/ Bottega Branca, Tricase (Lecce)
Italian | English
16x23,5 cm
120 pp. (65 photos colors and b/w)
Hard cover
ISBN 9791220050418
June 2019
Serafino Arti Grafiche Tricase (Lecce)
Price € 25,00
Artist book | art & food

The book Jack Sal. Half Empty/Half Full - Food Culture Ritual, edited by Manuela De Leonardis, traces the work that the American conceptual minimalist artist Jack Sal dedicated, between 1985 and 2015, to rituals related to food and Italian gastronomic culture. Particularly significant within this journey was his meeting in the summer of 1989 with the ceramist Agostino Branca, who had opened his workshop in Tricase (Lecce) just one year earlier.

Il libro Jack Sal. Half Empty/Half Full - Food Culture Ritual, a cura di Manuela De Leonardis, ripercorre il lavoro che l’artista minimalista concettuale statunitense Jack Sal ha dedicato, tra il 1985 e il 2015, ai rituali legati al cibo e alla cultura gastronomica italiana. Particolarmente significativo all’interno di questo percorso, nell’estate 1989, l’incontro con il ceramista Agostino Branca che aveva aperto la sua bottega a Tricase (Lecce) solo un anno prima. Tra i due artisti nascerà un rapporto di profonda amicizia e scambio di conoscenze che trova conferma nella comune visione legata da una parte al recupero delle tecniche tradizionali e dall’altra alla vocazione internazionale.
Nel 1985 Sal arriva a Roma per la prima volta, ultima tappa del “grand tour” iniziato a Londra e proseguito ad Amsterdam e Parigi: una fascinazione che passa attraverso l’arte dei grandi maestri di ogni epoca, da Giotto a Piero della Francesca, da Duchamp a Mondrian. Seguiranno altri soggiorni soprattutto a Roma e Venezia, in Umbria e Puglia.
In quegli anni l’arte non era ancora dominata dai meccanismi del mercato, c’era uno scenario stimolante di cui erano protagonisti mecenati, collezionisti, critici e galleristi di grande spessore: Sal ha degli incontri esemplari, duraturi nel tempo, con molti di loro tra cui Graziella Lonardi Buontenpo, Enrico Pedrini, Bruno Corà, Luigi Attardi, Pino Casagrande.
Ma il suo amore per l’Italia passa anche attraverso il cibo, considerato nella totalità delle componenti di gusto, nutrimento, estetica e tradizione, sempre in rapporto alla storia e alla memoria, elementi centrali di tutta la sua ricerca artistica.
Proprio in Puglia egli è affascinato dal constatare che una pietanza della cucina povera come “le fave con le cicorie” sia un’eredità della cultura millenaria dell’antica Grecia, o anche il rapporto contraddittorio che c’è tra la fatica estenuante della coltivazione e della raccolta dei pomodori nella terra sabbiosa dell’Italia del sud e la dolcezza del frutto.
E’ diversa, tuttavia, la relazione che Jack Sal ha con il cibo quando fa arte: della sua essenza - Sale, Vino, Caffè e Pane - è interessato in rapporto alla componente simbolica e alla capacità della materia stessa di rispondere a delle sollecitazioni fisiche e concettuali.
Nel titolo del libro si fa riferimento all’opera Half Full/Half Empty, realizzata in edizione limitata per il progetto Re/sidence (Hotel Chelsea, Colonia 1995) in cui l’oggetto (la tazza “mug”) definisce indirettamente il rapporto con la bevanda. Le due tazze vanno sempre in coppia e solo accostandole si ricrea la linea di continuità data anche dall’espressione “mezzo vuoto/ mezzo pieno”, con “half full” sotto la linea azzurra e “half empty” sopra la linea. Niente di meglio che attingere alla saggezza popolare per trovare una metafora sul senso della vita, in cui l’approccio pessimistico possa essere ben calibrato con quello ottimistico.

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